Il tuo viaggio inizia qui

 

Reperti di archeologia subacquea, ricostruzioni 3D, arte contemporanea e narrazioni in un allestimento complesso e affascinante: da un porto dei nostri tempi, inizia il racconto di un’odissea salentina, alla ricerca delle tante storie che fanno la storia di questa terra di approdi e passaggi, di contatti e contaminazioni.

La sua forma e la sua posizione fanno del Salento un molo che si stacca dalla penisola e si spinge nel cuore del Mediterraneo. Il porto ieri, l’aeroporto oggi, sono le porte di accesso alle comunità e ai paesaggi, inestimabili ricchezze di questa regione. La storia che proviamo a raccontare è la storia antica del Salento, del suo rapporto indissolubile con il mare, del suo essere approdo per tutte le genti e porta d’Italia.

La raccontiamo in un modo nuovo e in un posto nuovo, nel cuore di una terra millenaria che dal mare, sal, ha preso il suo nome, e sul mare strinse un patto di amicizia.

Ogni storia ha bisogno di un narratore. Abbiamo scelto il mare come voce narrante perché è lui il protagonista assoluto di questa terra, “percepita” dallo sguardo di chi per mare andava – da Enea agli albanesi della nave Vlora – come porta d’Italia, promessa di un patto di intimità, familiarità e accoglienza suggellato nel nome del mare. Oggi, a ripercorrere le rotte marittime e i continui, fecondi rapporti tra gli uomini e le rive, è l’archeologia o meglio, la storia globale dei suoi paesaggi d’acqua, complice la ricerca subacquea, grazie ai numerosi giacimenti sommersi. 

Il mare ci apre un vero e proprio gate di accesso alla storia, all’archeologia e ai luoghi della cultura, al territorio, alle risorse ambientali e al paesaggio del Salento, in una tappa di un viaggio che ha un “prima” e un “dopo”.

Un “prima” perché continua la narrazione iniziata a Trieste con la mostra “Nel mare dell’intimità. L’archeologia subacquea racconta l’Adriatico”. A un anno di distanza, ripercorriamo le rotte verticali dell’Adriatico, facendo vela verso sud, e approdiamo alle coste del Salento, dove questo mare tocca e si confonde con un altro, lo Ionio. 

Ma c’è anche un “dopo”: la narrazione inizia con il saluto del mare e con un invito. La mostra è solo l’inizio di un viaggio, che prosegue idealmente e materialmente nel territorio e nei Musei del Salento (Taranto, Brindisi, Lecce, Nardò, Gallipoli, Carovigno, Torre Guaceto, Porto Cesareo, Rocavecchia e altri ancora), dove si trovano siti e oggetti che raccontano la storia di questa terra e del suo rapporto indissolubile con il mare.

Per partire è sufficiente tuffarsi e andare sotto la superficie dell’acqua, dove il tempo non esiste.
Che il viaggio abbia inizio.

 

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